Prendere il telefono per chiedere un primo colloquio con uno psicologo non è sempre facile. A volte ci si pensa per mesi; altre volte la decisione arriva all'improvviso, dopo un periodo particolarmente faticoso. In entrambi i casi è normale avere qualche dubbio: cosa dovrò dire? Come si svolgerà l'incontro? E se poi non mi trovo a mio agio?
In questo articolo provo a rispondere alle domande che più spesso mi vengono poste, per arrivare al primo incontro con un po' meno incertezza.
Perché il primo colloquio è importante
Il primo colloquio è soprattutto uno spazio di reciproca conoscenza. Non è un esame e non serve a "dare un'etichetta" a ciò che si sta vivendo. È il momento in cui si inizia a esplorare insieme che cosa ha portato una persona a chiedere un incontro, e a dare un primo significato a quella richiesta.
È anche l'occasione per conoscere il modo di lavorare dello psicologo. Nel mio caso l'approccio è costruttivista: mi interessa capire come ciascuno dà senso alla propria esperienza, più che incasellarla in categorie. Per questo il primo colloquio serve a entrambi: a te, per capire se ti senti a tuo agio; a me, per capire se e come posso esserti utile.
Come si svolge: durata, domande, riservatezza
Il primo incontro dura circa 50 minuti, come le sedute successive, e si svolge nello studio di Padova, in via Pietro Maroncelli 73, oppure online, con le stesse attenzioni.
Non ci sono domande "giuste" da preparare né un ordine da rispettare. Di solito si parte da ciò che ti sembra più urgente: una difficoltà, un cambiamento, una sensazione di blocco. Io farò alcune domande per comprendere meglio la tua situazione, ma sarai tu a decidere quanto e che cosa raccontare. Non ti chiederò di sdraiarti su un lettino né di ripercorrere tutta la tua vita in un'ora.
Tutto ciò di cui si parla è coperto dal segreto professionale, come previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi. Prima di iniziare ti vengono presentate le informazioni sul trattamento dei dati e sul consenso informato.
Cosa dire (e cosa non serve preparare)
Una delle domande più frequenti è: "Cosa devo dire?". La risposta più onesta è: quello che riesci. Va bene arrivare con le idee chiare, ma va bene anche non sapere da dove cominciare, o dire semplicemente "non sto bene e non capisco perché".
Se ti aiuta, prima dell'incontro puoi chiederti:
- che cosa mi ha spinto a chiedere un colloquio proprio adesso?
- da quanto tempo mi sento così, e in quali momenti va meglio o peggio?
- che cosa vorrei che cambiasse?
Non servono diagnosi, referti o spiegazioni già pronte. Molte persone arrivano per un sintomo preciso, come l'ansia o l'insonnia, e scoprono strada facendo che dietro c'è una storia più ampia, come racconto nell'articolo Oltre il sintomo.
Dopo il primo colloquio: come si decide se iniziare
Al termine del primo incontro, o dei primi incontri, si valuta insieme se proseguire e in che modo. Se si decide di iniziare un percorso di psicoterapia, si concordano gli obiettivi, la frequenza degli incontri e le modalità, in studio o online.
Può anche succedere che si arrivi a un'altra conclusione: che non serva un percorso, o che sia più adatto un altro professionista o un altro tipo di intervento. Anche questo è un esito utile del primo colloquio. E se in qualsiasi momento senti che il mio modo di lavorare non fa per te, puoi parlarne apertamente: il percorso è uno spazio libero, che si può interrompere quando si vuole.
Tariffe, fattura e detrazione
Le tariffe delle sedute sono indicate nelle domande frequenti e ne parliamo comunque al telefono, prima di fissare il primo incontro.
La fattura viene rilasciata a ogni seduta oppure ogni quattro sedute, come si preferisce. Le spese per le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti rientrano tra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi (detrazione del 19%, oltre la franchigia prevista), senza bisogno di prescrizione medica. Per avere la detrazione è necessario che il pagamento sia tracciabile (bonifico, carta, bancomat) e che la fattura sia intestata a chi la porta in detrazione. Per i dettagli sulla tua situazione è sempre bene confrontarsi con il proprio CAF o commercialista.
Chi ha ottenuto il bonus psicologo dell'INPS può utilizzarlo comunicando il codice al primo colloquio: trovi requisiti e scadenze nell'articolo dedicato al bonus psicologo.
Domande frequenti
Cosa dire al primo colloquio dallo psicologo?
Quello che senti di poter dire. Non serve preparare un discorso: si può partire da ciò che preoccupa di più, da una situazione recente o anche solo da una sensazione di malessere che non si riesce a spiegare. Sarà lo psicologo ad aiutarti con alcune domande.
Come affrontare il primo colloquio con lo psicologo?
Ricordando che non è un esame. È normale sentirsi agitati o non sapere da dove iniziare. Può aiutare annotare prima qualche pensiero su ciò che ti ha spinto a chiedere un incontro, ma non è indispensabile.
Le sedute dallo psicologo si possono detrarre?
Sì. Le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti sono spese sanitarie detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, senza prescrizione medica, purché il pagamento sia tracciabile e ci sia la fattura.
E se il colloquio riguarda un figlio minorenne?
Per i minorenni serve il consenso di entrambi i genitori (o di chi esercita la responsabilità genitoriale), come previsto dal Codice Deontologico. Il primo incontro, in questi casi, si svolge di solito con i genitori.
Se senti che è il momento di fare questo primo passo, puoi contattarmi per fissare un colloquio, in studio a Padova o online. Altre risposte le trovi nelle domande frequenti.
